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Scrive per noi …….Silvia Davite 

4 Ottobre 2020

Milano può tornare modello nazionale? Sì, se si sposa con Napoli

Che cosa insegna il Questore di Milano Sergio Bracco, napoletano di nascita, alla nostra città?

Più o meno quello che va dicendo in giro da qualche anno un altro napoletano doc come Raffaele Cantone, anche lunedì sera a Foligno per la presentazione del suo libro: "perché in Italia le cose funzionino, basterebbe semplicemente che ciascuno faccia la propria parte... Né più e nemmeno di meno, solo la propria parte".

A questo mi ispiro.

Ormai è un anno e mezzo che il Questore Bracco è giunto in città portandosi dietro l'ottimo Capo della Mobile, Marco Cali' napoletano a ch'egli, confermando la fiducia al Capo della Digos, Claudio Ciccimarra un altro campano le cui origini i più attribuiscono sempre a Partenope sebbene, per quanto è dato sapere dai pochi dati a nostra disposizione, il suo richiamo a Salerno sia evidente.

Tutti uomini sensibili, riservati e profondi i 3 al vertice dell'ordine pubblico milanese, soprattutto affidabili visto i risultati quotidiani che l'ottimo ufficio stampa della Questura racconta lasciando alle istituzioni il compito di non vanificare gli sforzi degli uomini delle forze di Difesa e Sicurezza, per citare l'ex Ministro Mario Mauro che per primo si spese per il Libro Bianco europeo di integrazione comunitaria tra i corpi civili e militari.

Proprio su Rogoredo venne rivolta al Questore una domanda precisa durante la conferenza stampa di insediamento: a mia memoria non esiste qualcuno che in poche battute abbia mostrato di conoscere Milano così bene.

Rogoredo è un gioco si quadra in cui ciascuno ha svolto quanto gli compete, dice. Snocciolando ciò che tutte le istituzioni hanno compiuto sino al Marzo 2019, ma soprattutto mostrando grande umiltà, affermando, nei fatti, che quanto avverrà anche in futuro sull'area è merito di chi l'ha preceduto.

Il Questore di Milano, che ho avuto l'onore di apprezzare il 6 Dicembre 2019, durante la celebrazione del Vescovo in Sant Ambrogio, sapeva già, quel giorno, che Mario Delpini è il cuore ambrosiano che anima la città anche quando non compare: ricordo che in quelle ore, contemporaneamente, facevo notare ai vertici di Ispi il ruolo da battistrada che proprio il Vescovo ha giocato nella relazione con l'Egitto, recandosi, come già il Cardinale Scola, personalmente in delegazione e attraversando i campi profughi mentre, tra mille difetti, contraddizioni e tentativi di far crescere la fiducia nello stato di diritto, il Paese affronta la rigenerazione urbana delle città, come mi spiega una giovane egiziana che frequenta il mio stesso corso di lingue.

Quel giorno il Questore non lo voleva proprio lasciare il Vescovo: si è intrattenuto parecchio tempo sull'altare di S. Ambrogio a conversare con lui.

Il Questore mi convinse totalmente da quel momento: egli in qualche modo, in quel gesto stava già avvicinando Napoli a Milano, San Gennaro a Sant'Ambrogio.

Rogoredo Liberata è un gioco di squadra che arriva da lontano, dal 2016 quando grazie al Questore De Iesu e al Comandante dei Carabinieri La Gala, al Prefetto Marangoni ai Comandanti della PL Barbato prima Ciacci poi, il Comune di Milano con gli Assessori Rozza Majorino e Maran, sotto la supervisione del Sindaco Sala e lo ricordiamo bene, con Marco Minniti Ministro, hanno creato un gioco di squadra insieme ai cittadini, al Municipio, riuscendo a coinvolgere la Regione.

Rogoredo liberata è le riunioni in Prefettura per i pattuglioni misti tra tutte le forze di Difesa e Sicurezza, tutte, nessuna esclusa, anche la Polizia Penitenziaria con i propri mezzi, i Vigili del Fuoco, la Guardia di Finanza e la Polizia Locale appunto guidate alla pari tanto da De Iesu come da La Gala: in una triangolazione con l'Assessore Rozza la "storica" competizione tra Carabinieri e Polizia di Stato venne sostituita da un'armonica sinergia.

Il Questore Bracco nel rispondere alla domanda su Rogoredo menziona esattamente quell'inizio di cui forse la memoria di molti non richiama più alla mente, ma vi assicuro, per aver vissuto quei momenti in prima persona, che ha ragione il Questore: difficile è stato voler iniziare, voler sopra tutto, sopra ogni cosa giocare di squadra.

Rogoredo Liberata è la riunione del Comune di Milano Assessori alla sicurezza Rozza e ai trasporti Granelli con Ferrovie per la messa in sicurezza della stazione.

Rogoredo Liberata è la riunione degli Assessori alla sicurezza Rozza e all'urbanistica Maran per il progetto di riqualificazione delle aree attorno, non solo il Boschetto, coinvolgendo presso gli uffici dell'urbanistica tutti gli operatori Serravalle Autostrade e Comune di San Donato.

Rogoredo Liberata è la riunione con l'Assessore ai servizi sociali Majorino, il dirigente dell'urbanistica Tancredi e Davite (la sottoscritta), insieme al Municipio 4 e alla Regione con il Capo di Gabinetto del Presidente Fontana, Giulia Martinelli per un progetto complessivo con la forza togliere dalla strada i troppi che sui treni nonostante tutto, ancora arrivano, "vittime dei reati altrui" per citare sempre il Questore Bracco.

Rogoredo liberata è il Sindaco di Milano che sceglie di mandare me a rappresentarlo sui tavoli nazionali della Polizia di Stato portando a casa, grazie all'allora Capo delle Specialità, Prefetto Roberto Sgalla, il punto Polfer a Rogoredo e inserendo tutta quell'area nella riqualificazione delle stazioni che sta procedendo con l'Assessore Maran, il DG Malangone insieme all' Ingegnere Lebruto ad di Ferrovie Sistemi Urbani, un campano, anch'egli.

Rogoredo liberata è tutto questo: il più grande esempio, anche sotto il Questore Cardona e il Prefetto Lamorgese, di un gioco di squadra perfetto, l'esempio di una comunità che supera i propri conflitti biografici storici politici e mostra il meglio di sé anche quando l'ultimo degli agenti, prima di sparire in pensione, agisce improvvisamente e sistema il naturale ordine delle cose che involontariamente si era tappato: l'esito?

Il Commissariato di Mecenate conquista il Primo Dirigente mancante, un altro campano.

Meglio un altro napoletano, di Castellammare di Stabia, per la precisione.

Non sarà un caso se proprio a Castellammare i cittadini mi raccontano entusiasti dell'attesa perché si realizzi lungo tutto il litorale dal polo nautico di Marina di Stabia sino a Fincantieri, il progetto di rigenerazione urbana che farà impallidire Lisbona lasciandola nel rimpianto di non chiamarsi Napoli.

Napoli e Milano, ancora!

Rogoredo liberata è inizio, non fine: non solo l'area Sogemi o il quartieRe di Merezzate, facile perché il capitale si alloca lì con meno problemi, ma tutta l'area.

Il più grande cantiere di rigenerazione urbana è il Municipio 4, le aree e gli immobili degli enti previdenziali, le aree degli ex campi rom che Milano intende superare (il Sindaco lo ha detto chiaro e netto in tempi non sospetti) la riqualificazione di Salomone Bonfadini, la ricollocazione entro un progetto armonico del Quartiere Forlanini che Milano conosce per via del comitato che giustamente si batte a che non ci si dimentichi di loro, considerato che servizi e mobilità del quartiere possono essere meglio integrati alla Città; il collegamento vero preciso e puntuale tra Milano e il Borgo di Chiaravalle e poi da ultimo ma in realtà per primo, Corvetto e le case popolari di Via Ravenna dove per lungo tempo si è spostato il flusso di molti da Rogoredo o da Viale Puglie e che solo un lavoro assiduo del Commissariato Mecenate dei Carabinieri e dell'Assessore Majorino insieme al Sindaco, ha permesso di arginare. Tuttavia dai recenti sopralluoghi la guardia va mantenuta alzata.

Ora Corvetto ha bisogno di più attenzione, visto che a Luglio nelle case Aler sono arrivati pure a rubare le auto dei disabili che grazie anche all'Assessore Cattaneo di Regione Lombardia, al Sottosegretario Morassut con il contributo del Senatore PD Nannicini e della Segreteria di Zingaretti, Milano sta risolvendo.

Corvetto ha bisogno di un serio progetto di riqualificazione insieme a Salomone Bonfadini e alle case di Via Ravenna.

Serve per rispetto alla Polizia di Stato, a tutti gli uomini dell'Interforze: perché in un momento triste per la scomparsa prematura e volontaria, proprio in Piazza Sant'Ambrogio, del Vice Sovrintendente della prevenzione generale, da poco in città, i milanesi possano stringersi alla famiglia e ai colleghi come già i napoletani fecero per la triste scomparsa dell'agente scelto Apicella (formatosi alla Questura di Milano nel 2015, durante il lockdown è perito in servizio mentre difendeva una banca da un tentativo di assalto).

 

Siamo con il Questore e il Prefetto ad ogni comunicato stampa che emettono: dall'accordo per il contrasto alle occupazioni abusive per mediazione del Dott Saccone, agli interventi in Via Saint Bon, in Via Famagosta, a Quarto Oggiaro, in Via Verro, in Via Meda, a San Siro, al Quartiere Fleming, in Via dei 500, in Via S d'Ancona, al Quartiere Maciachini, al Giambellino, in Via Romili come in Via Spadolini nei pressi, anche lì, delle Case Aler sorte in affitto con patto di futura vendita...

Sono tutti quartieri popolari.

Siamo con il Questore Bracco quando rafforza il servizio nelle aree di Movida ascoltando le giuste osservazioni di Epam Confcommercio e dei comitati di residenti.

Siamo con lui quando per mesi ha cercato il  giusto assetto prima di essere pronto a fare tutto quello che fa insieme ai suoi (e noi lo abbiamo seguito passo dopo passo, lo abbiamo atteso).

Siamo con lui soprattutto quando dice che si fa molto per chi compie i reati, ma che occorre fare di più, molto di più per chi i reati li subisce: è un discorso "politico" , quello che il Questore rivolge alla città e, ne sono certa, tramite Milano, anche a Napoli.

I comitati dele case popolari sono con il Questore ed i suoi uomini: basta vedere i comunicati di ringraziamento che giungono in Questura e che io ricevo dagli inquilini per conoscenza via whatsapp.

Non spetta alla Polizia di Stato occuparsi delle vittime, spetta alla comunità, spetta a tutti noi risolvere problemi e garantire il riscatto dei quartieri popolari, dunque della città: perché è su questo che il Sindaco ha vinto nel 2016, internazionalizzazione e riscatto per i quartieri popolari.

È su questo che, d'accordo con diversi, scelsi di sostenere Giuseppe Sala e non Stefano Parisi al quale pure mi lega stima e affetto non foss'altro per le parole di amicizia che Claudio De Albertis spese con me per lui, pur condividendo la mia visione circa la reale speranza di compiere un'altra scelta, giusta per i quartieri.

Rogoredo liberata è il calcio di inizio per una rinnovata sfida inseme al Sindaco Sala dunque, riqualificare l'insieme dei Quartieri Popolari di Milano: a partire da Corvetto, Salomone, Ravenna, Fiamma, Calvi e Santa Maria del Suffragio, poi Saint Bon, Maciachini Giuffre, Bellinzaghi, Quarti, Bolla, Giambellino San Siro, e via Gola.

Per farlo realmente occorre che la Consigliera regionale Rozza, massima esperta di politiche per la casa, riconosca ancora una volta la giusta sinergia che vi fu tra lei e l'Assessore Majorino il quale, proprio sul Corvetto, scelse di investire per un progetto in profondità; e quella sinergia la faccia valere oggi con l'Assessore Rabaiotti dentro la sponda, già manifestatasi su Via Verro, della segretaria metropolitana  PD Silvia Roggiani.

Corvetto ora dunque.

Un progetto pilota, un prototipo potremmo dire: risanare sul piano della sicurezza un quartiere l'anno, rigenerare architettonicamente e realizzare la piena autonomia della persona portando avanti qualità dei servizi (sbagliato ridurre oggi i passaggi Amsa in quartiere), vigili di quartiere, la centrale operativa per la visione delle telecamere nelle periferie, perché è inutile avere tante telecamere se pochi le guardano dando poi riscontro dell'osservazione ai cittadini, e soprattutto realizzando uno sportello convenzionato Celav in grado, dentro azioni di sviluppo su Viale Omero Via Ravenna, Parco della Vettabia, Piazza Gabrio Rosa e abbattimento del ponte del Corvetto, di portare al lavoro decine di percettori di reddito di cittadinanza.

È un sogno? No. Grazie ai 980.00 euro dal Viminale, Prefetto Sindaco e Regione possono scegliere di investirli sul Corvetto per non disperderli, per massimizzare il risultato, perché se sgombero devo accogliere, ma devo anche creare le condizioni perché in un anno chi sgombero trovi un lavoro e possa contribuire al proprio reinserimento sociale, avendo commesso un reato, riuscendo a sopportare la quota parte di affitto e spese condominiali in base alle proprie possibilità.

Bene l'azione dunque del Direttore Generale di Milano Christian Malangone, campano e cilentano, che sta provvedendo a convenzionare alloggi privati con le politiche sull'Agenzia casa Milano Abitare.

Quella stessa agenzia casa che, finalmente, anche a Roma stanno portando avanti con l'unificazione a far data dal 1 Ottobre della direzione edilizia pubblica ed edilizia privata presso il Ministero dei Trasporti e della Rigenerazione urbana.

Aaccanto a ciò il Parlamento deve accogliere la proposta Ance Cooperazione di abbattimento dell'IVA sulla filiera per la rigenerazione urbana secondo il modello econometrico voluto da Giancarlo Giorgetti per Milano Cortina, il ripristino di un Fondo di sostegno affitto da ripartire a Regioni Comuni misurabile e pianificato.

Accanto a ciò il Consiglio regionale deve deliberare il canone unico amministrato da 0 a 40.000euro di ISEE per la sostenibilità dell'intervento privato e creare un fondo di garanzia sulle manutenzioni degli alloggi per i privati che si convenzionano.

Accanto a ciò il Consiglio comunale deve deliberare il monitoraggio delle entrate fiscali cittadine suddivise per voci di spesa afferenti a ciascun municipio, al fine di rendere trasparente quanto i cittadini di ogni zona contribuiscano al bilancio comune avviando la possibilità di un confronto Giunta Municipi sull uso di quelle risorse per migliorare i servizi di pubblica utilità: strade, pulizia, decoro e verde urbano, partecipazione urbanistica, innovazioni e progettualità per abbattimento delle barriere architettoniche.

Che cosa significa tutto questo che ho qui richiamato?

Che, ancora come con Marco Minniti Ministro, guida la Polizia di Stato.

Guida la Polizia di Stato il progresso etico, civile ed economico del Paese a partire da Milano e da #NapoliCambia, perché se le due città si uniscono, l'Italia riparte, il mezzogiorno riparte, il Mediterraneo riparte.

Rogoredo liberata è tutto questo, è la Città Metropolitana di Napoli e Milano, è il presente e il futuro: è proprio per garantire una rinnovata stagione di gare, appalti e cantieri che personalmente auspico scelte simboliche nell'una e nell'altra urbe. La candidatura di Raffaele Cantone a Sindaco di Napoli e la promozione dell'intera squadra della Questura di Milano, come già avvenne col Questore Savina dopo Expo.

(Foto da internet: Piazza Duomo e Piazza Plebiscito, che lo ricordiamo, venne LIBERATA, come Rogoredo, da un Sindaco Antonio Bassolino)

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