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viaggiare …da una panchina

21 Luglio 2020

Milano – Viale Montenero 20/07 ore 14.00

Seduta su questa panchina pensando un pò a tutto ed un pò a nulla mi rilasso cercando risposte e soluzioni a questioni che il mio cervello oggi proprio non vuole affrontare.

Fa caldo, ma per essere un luglio milanese nemmeno tanto, soffia una leggero venticello e mi accorgo di  perdermi in uno dei miei film mentali, uno di quei giochi che faccio quando voglio evadere da una realtà a volte un po’ troppo pesante.

Osservo ogni dettaglio che mi circonda: la strana forma dell’albero che mi sta di fronte, rosso curvo quasi autunnale nella sua presenza scenica; gli uccellini che beccano le briciole dei panini mangiati frettolosamente da chi è stato qui prima di me e il fantastico colore del cielo oggi;  azzurro, terso, interrotto solo dalla scia bianca e precisissima di un aereo che lo ha appena attraversato o forse sarebbe appropriato definire “squarciato” proprio come una lama che taglia una tela in due….quanto amo guardare le scie degli aerei nel cielo starei ore ad osservarli e perdermi in mille e nessun pensiero.

Di fronte a me, su due panchine distanti l’una dall’altra due uomini. Li fotografo di nascosto perché voglio parlarvi di loro.  Umili nella loro fisicità, stanchi forse uno dal lavoro e l’altro dalla vita e tutte le sue complicazioni, sereni in quel luogo che nel suo essere così piccolo, riservato e intimo darebbe sollievo anche al piu’ disperato degli esseri umani. Forse sono io ad essere strana, anzi lo so di esserlo ma guardando questi due uomini è come se ne percepissi l’essenza, la bontà, l’integrità morale nonostante tutto.

Uno dei due non parla in italiano ma al telefono il suo tono è cordiale, sereno, felice di dialogare con il suo interlocutore che si sente essere per lui una persona davvero cara . Forse gli sta raccontando la sua mattinata, intercetto a stento qualche parola in spagnolo ma quanta pace nel tono della sua voce, quanta dignità. Il mio sguardo curioso ed un po’ ficcanaso si sofferma anche sull’altro uomo. La sua storia è già piu’ complicata da immaginare ma guardando il baglio che si porta appresso: lo zaino, le valige e i sacchetti posso solo donargli il ruolo di un’avventuroso giramondo in questo mio film di questo caldo pomeriggio cittadino.

Mi perdo nella leggerezza dei miei pensieri che mi fanno sorridere tanto reputo folli e contemplo le case….ah la mi passione fin da piccina!!!!!  Moderne , d’ecopa, grattacieli, loft, seminterrati, magazzini e chi piu ne ha piu’ ne metta ….Milano la città del mattone..il mio lavoro!

Squilla il telefono ….Marco ha finito la seduta dall'osteopata ...ritorno alla realtà. Prendo la borsa metto via il quaderno dove ho appuntato questi miei bizzarri  pensieri che vi sto regalando e ripongo il telefono prima di  perdere anche questo.

Torno alla vita quella vera; grata di questa pausa solitaria, strana, rigenerante.

Che bello viaggiare e quando non si puo’ fare è bellissimo farlo anche solo con la mente.

#love

Lagio

NB forse il lock down mi ha fatto male …presto tornero’ con i miei pezzi piu’ ironici ed irriverenti!!!! Promesso 🙂

 

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